La posa serramenti con tenuta aria richiede un giunto progettato in tre livelli: barriera all’aria sul lato interno, isolamento continuo al centro e protezione da acqua e vento sul lato esterno. Montare il nuovo infisso “in luce” può funzionare solo se il vano è regolare, la soglia è isolata e la sigillatura sostituisce con criterio i vecchi punti deboli.
Partire dal vano, non dal solo valore Uw della finestra
Una finestra con ottima trasmittanza può perdere gran parte del vantaggio se il raccordo con la muratura lascia passare aria. Il valore Uw descrive la trasmittanza dell’insieme vetro-telaio; la posa deve invece gestire il perimetro tra telaio e muro, dove nascono spifferi, condensa e infiltrazioni.
Prima dell’ordine occorre rilevare larghezza, altezza, squadro, piombo delle spallette e quota del pavimento finito. Un vano fuori squadra di 8-10 mm non va corretto comprimendo il telaio: richiede rasature locali o un controtelaio dimensionato per mantenere un giunto uniforme.
La classe 4 di permeabilità all’aria, misurata secondo UNI EN 12207, limita il passaggio a 3 m³/h per m² di superficie a 100 Pa, oppure a 0,75 m³/h per metro di giunto. È un dato del serramento provato in laboratorio: non certifica da solo la tenuta del giunto di posa.
| Zona del giunto finestra-muro | Funzione richiesta | Soluzione coerente |
|---|---|---|
| Lato interno | Fermare i flussi d’aria e il vapore | Nastro a tenuta d’aria o membrana sigillata |
| Spazio centrale | Isolare senza vuoti | Schiuma elastica a bassa espansione o materiale isolante idoneo |
| Lato esterno | Bloccare acqua battente e vento, far asciugare | Nastro espandente BG1 o membrana impermeabile al vento |
| Soglia e traverso basso | Limitare acqua e ponte termico | Sottofinestra isolante, pendenza e raccordo continuo |
Controtelaio termico: quando conviene e come sceglierlo
Il controtelaio termico è utile quando il vecchio controtelaio metallico interrompe l’isolamento, quando si rifanno le finiture o quando il cappotto esterno deve raccordarsi al serramento. Sostituisce il ponte freddo del profilo in ferro con un elemento isolante, stabile e fissabile.
Non basta però inserire materiale isolante attorno al foro. Il controtelaio deve sostenere il peso dell’anta, offrire superfici piane per i nastri sigillanti infissi e lasciare spazio sufficiente al giunto: in genere 10-20 mm per lato, da confermare nel disegno di posa del produttore.
Se la muratura è in pietra o presenta umidità di risalita, il nodo richiede una verifica più ampia. La scelta di un isolamento interno vicino al vano va coordinata con la gestione dell’umidità, come spiegato nella guida al cappotto interno su muri in pietra umidi.
Regola pratica: il lato interno del giunto deve essere più ermetico del lato esterno. In questo modo l’umidità accidentale nel giunto può asciugare verso fuori senza essere alimentata dall’aria calda interna.
Nastri e schiuma: la sequenza che evita spifferi infissi nuovi
La sola schiuma poliuretanica non è una sigillatura definitiva. Isola bene se posa asciutta e protetta, ma può degradarsi con raggi UV, umidità e movimenti del telaio; senza nastri, restano possibili passaggi d’aria lungo i bordi.

La sequenza corretta prevede supporti puliti, compatti e primerizzati se richiesto dal nastro. Si applica il nastro interno prima di accostare il serramento, si fissa il telaio con tasselli o staffe previsti, si riempie il giunto senza vuoti e si chiude l’esterno con un prodotto compatibile con pioggia battente e dilatazioni.
On average, un telaio in PVC lungo 1,5 m può variare di alcuni millimetri tra inverno ed estate; il giunto deve assorbire questo movimento senza strapparsi. Nastri precompressi e membrane elastiche vanno scelti per l’ampiezza reale del giunto, non per quella stimata a occhio.
La posa qualificata finestre si riconosce da un elaborato con sezioni del nodo superiore, laterale e inferiore. Il preventivo dovrebbe indicare tipo di fissaggio, prodotti di sigillatura, preparazione dei supporti, finiture escluse e prova finale di apertura, chiusura e tenuta.
Soglia, davanzale e ponte termico: il dettaglio più esposto
Il ponte termico soglia è frequente nelle portefinestre installate sul vecchio marmo continuo o su un cordolo in calcestruzzo. La superficie interna si raffredda, la condensa può formarsi vicino al telaio e il bordo del pavimento resta freddo anche con vetri performanti.
Serve un sottofinestra isolante portante, raccordato al telaio e allo strato isolante della parete. All’esterno, davanzale e soglia devono avere pendenza verso fuori, gocciolatoio e continuità della tenuta sotto il traverso basso: l’acqua non deve mai poter ristagnare contro il telaio.
Una pendenza di circa 5% allontana l’acqua dalla facciata; su 20 cm di profondità corrisponde a 1 cm di dislivello. Se cambiano le quote interne ed esterne, il raccordo va deciso prima della posa: questa guida su come raccordare pavimenti a quote diverse aiuta a pianificare il nodo senza gradini improvvisati.
Avvertenza di sicurezza: una portafinestra a filo pavimento deve mantenere drenaggio, resistenza meccanica e accessibilità. Non coprire scarichi o feritoie del profilo con silicone, malta o pavimentazione; un temporale con vento può trasformare un dettaglio chiuso male in un’infiltrazione interna.
Posa serramenti tenuta aria: cosa far scrivere nel preventivo
Chiedere il montaggio “in luce come prima” senza un dettaglio esecutivo espone a risultati casuali. Fate indicare la posizione del telaio rispetto alla muratura e all’eventuale cappotto, il controtelaio termico, il sistema a tre livelli e la soluzione del davanzale.
Verificate infine il serramento chiuso con prova della fiamma evitata: è rischiosa e poco attendibile. Meglio controllare continuità visiva dei nastri, assenza di fessure nelle finiture e, negli interventi più accurati, una prova di tenuta all’aria dell’edificio o una termografia nelle condizioni adatte.






